Project Management AI Software su misura

PM per agenzia

Gestione progetti costruita sul modo in cui lavora davvero un'agenzia: Gantt operativo, matrice di Eisenhower e un'AI che segnala cosa attenzionare prima che diventi un problema.

Cliente / Progetto Riservato
Settore Agenzia di design e sviluppo
Tipo Applicazione gestionale interna
Utenti Team interno
Stato In uso, in evoluzione

Gli strumenti generici non conoscono il tuo modo di lavorare.

Un'agenzia non ha un flusso solo. Convivono progetti web e digital, lavori di design, attività commerciali e pratiche amministrative, e la stessa persona attraversa più reparti nella stessa settimana. Gli strumenti di project management generalisti obbligano a piegare questa realtà dentro il loro modello, e il risultato è che una parte del lavoro resta fuori dallo strumento, dove nessuno la vede.

La coerenza dei dati come requisito, non come dettaglio.

Il vincolo più stringente riguarda la consistenza tra risorse e attività: se una persona viene rimossa dal progetto, i suoi task attivi non possono restare orfani in silenzio. Il sistema deve accorgersene, dirlo e obbligare a una scelta esplicita, riassegnare o cancellare.

Vale la stessa logica per le date: la scadenza di un'attività non può cadere oltre la scadenza del progetto che la contiene. Sono regole che sembrano ovvie e che quasi nessuno strumento generalista applica davvero.

Pianificazione, priorità e un secondo parere.

Il cuore operativo è un Gantt manovrabile: trascinamento delle attività, allungamento e accorciamento diretto delle barre, e due letture alternative, per persona per vedere il carico reale di ciascuno e per progetto per avere il quadro d'insieme.

Accanto alla pianificazione lavora la matrice di Eisenhower, applicata sia a livello generale sia per singola persona, per separare ciò che è urgente da ciò che è importante quando le due cose entrano in conflitto. Gli utenti sono associabili a più reparti, così una figura commerciale può comparire anche dentro un progetto web senza forzature.

Un'AI che fa il secondo project manager.

La componente AI non serve a generare testo ma a guardare il piano con occhi diversi: analizza lo stato dei progetti e segnala cosa attenzionare nel breve e nel medio termine, prima che una criticità diventi un ritardo. È un secondo parere sul piano, non un automatismo che decide al posto delle persone.

Sullo stesso principio lavora la casella di posta intelligente, che oltre a smistare le comunicazioni può trasformarle in attività, e la reportistica settimanale che chiude la settimana appena passata e apre la successiva.

Il software è stato scritto da agenti AI dentro il recinto che usiamo per tutti i gestionali con dati che contano: il modello propone le modifiche al database, una persona le approva, e solo allora diventano migrazioni applicate. È la stessa architettura descritta nel case study di Digitool.

Le tecnologie usate.

Vue Pinia PostgreSQL Fastify Docker

Applicazione web costruita sullo stesso stampo di Digitool: front-end Vue con stato in Pinia, middleware Fastify, PostgreSQL come unica fonte di verità e un container isolato. Ogni modifica allo schema passa da una proposta che un umano approva prima che venga applicata.

Uno strumento che segue l'agenzia, non il contrario.

Lo strumento è in uso interno e continua a evolvere sui riscontri di chi ci lavora ogni giorno: è la ragione per cui esiste una sezione personale che affianca ai progetti digitali anche le attività commerciali, amministrative e di design, e una dashboard che mostra le scadenze passate e future su un intervallo di tempo scelto dall'utente.

Il gestionale su misura ha senso quando il processo è il vantaggio.

Non ogni azienda ha bisogno di un gestionale su misura: se il processo è standard, uno strumento pronto costa molto meno. Ma quando il modo di lavorare è parte del vantaggio competitivo, piegarlo a uno strumento generalista significa rinunciarci. Questo è il caso in cui costruire conviene.

Domande frequenti su questo progetto

Perché non usare uno strumento pronto tipo Asana o Monday?

Perché impongono il loro modello di lavoro. Funzionano benissimo quando il processo è standard, ma un'agenzia che gestisce insieme progetti web, design, attività commerciali e amministrative finisce per tenere una parte del lavoro fuori dallo strumento, che è esattamente il problema da risolvere.

Cosa fa concretamente l'AI in questo sistema?

Guarda lo stato dei progetti e segnala che cosa attenzionare nel breve e nel medio termine, come farebbe un secondo project manager. Gestisce inoltre le comunicazioni in arrivo trasformandole in attività. Non decide al posto delle persone: propone.

Come evita che i dati diventino incoerenti?

Con regole applicate dal sistema, non lasciate alla buona volontà. Se togli una persona da un progetto ma ha attività aperte, il sistema lo segnala e obbliga a riassegnarle o cancellarle. La scadenza di un'attività non può superare quella del progetto che la contiene.

A cosa serve la matrice di Eisenhower dentro un gestionale?

A decidere quando urgente e importante non coincidono, che nella pratica è quasi sempre. Averla sia a livello complessivo sia per singola persona rende visibile chi sta lavorando sulle cose giuste e chi sta solo spegnendo incendi.

Quanto costa costruire uno strumento del genere?

Dipende quasi interamente da quanti processi deve coprire e da quanto sono già definiti. Il consiglio che diamo sempre è partire dal sottoinsieme che fa più male oggi e allargare sui riscontri d'uso, invece di specificare tutto in anticipo.

Il tuo modo di lavorare non entra negli strumenti standard?

Parliamone
Analisi del processo prima di ogni proposta