Raccolta fondi Eventi Integrazione CRM

Piattaforma di raccolta fondi

Una macchina che porta dall’emozione di una serata al sostegno continuativo: QR in sala, contatti qualificati, sequenze di contatto e donazioni legate alla persona che stanno aiutando.

Cliente / Progetto Riservato
Settore Non profit / Fundraising
Tipo Piattaforma eventi e donazioni
Stato In sviluppo
1
percorso unico dall’evento al sostegno
0
dati non necessari sui beneficiari

La serata commuove, poi il contatto si perde.

Una raccolta fondi che passa dagli eventi ha un problema di continuità, non di partecipazione. La sera dell’evento l’adesione è alta e l’emozione è vera, ma il giorno dopo resta poco: qualche biglietto da visita, una lista firmata a mano, contatti che nessuno richiama con un percorso pensato.

Il risultato è che ogni evento riparte da zero, e la donazione singola non diventa quasi mai un sostegno che continua nel tempo.

Del beneficiario si tiene solo il minimo indispensabile.

Una piattaforma che collega donatori e persone sostenute maneggia informazioni delicate. La regola stabilita all’inizio, e incisa nel modello dati, è che del beneficiario si conserva soltanto ciò che serve a gestire il sostegno: nulla di più, per scelta e non per dimenticanza.

Il secondo vincolo era di realismo operativo: le donazioni vengono registrate a mano da chi le riceve. Fingere un incasso automatico avrebbe prodotto un sistema elegante e inutilizzato.

Dal QR in sala al sostegno che continua.

Il percorso è una catena continua. All’evento il contatto si cattura con un QR, che può essere dedicato a una specifica persona da sostenere: chi inquadra sa già chi sta aiutando, e la donazione nasce legata a quel volto invece che a una causa generica.

Da lì il contatto entra in una sequenza di comunicazioni gestita dal CRM, con lo storico delle interazioni sempre visibile. Le donazioni si registrano e diventano sostegni collegati alla persona; il quadro di insieme mostra quanto è coperto e quanto manca.

I contatti sono visibili a tutta la squadra e filtrabili per referente: nessuno si trova a richiamare qualcuno che un collega ha già sentito il giorno prima.

Prima la mappa, poi lo schema, poi il codice.

Il progetto è partito da una mappa del ciclo di vita disegnata insieme al cliente e approvata prima di scrivere una riga: da dove entrano le persone, come si trasformano in sostenitori, dove finisce il denaro. Solo dopo quella mappa il modello dati è stato tradotto in schema e proposto per approvazione.

Come per gli altri gestionali, gli agenti AI hanno scritto il software senza poter toccare il database: propongono, un umano approva, e solo allora la modifica diventa migrazione. Il metodo è quello descritto nel case study di Digitool.

Le tecnologie usate.

Vue Pinia PostgreSQL Fastify QR Integrazione CRM

Front-end Vue con stato in Pinia, middleware Fastify, PostgreSQL, container isolato. Le sequenze di comunicazione si appoggiano al CRM già in uso dall’organizzazione invece di duplicarne le funzioni: la piattaforma governa il dato, il CRM manda i messaggi.

Un percorso al posto di una lista di nomi.

Al posto di contatti raccolti a mano e ricontattati a memoria, l’organizzazione ha un percorso: chi è entrato, da quale evento, con quale interazione, verso quale sostegno. La piattaforma è in sviluppo attivo e cresce per fasi, seguendo lo stesso ordine con cui è stata mappata.

Il fundraising è un problema di continuità, non di emozione.

Se organizzi eventi che funzionano ma il giorno dopo non sai cosa farne dei contatti, il pezzo che manca non è un altro evento: è il sistema che tiene insieme quello che succede prima, durante e dopo. Vale per il non profit come per qualsiasi organizzazione che coltiva una comunità nel tempo.

Domande frequenti su questo progetto

Perché un QR dedicato a una singola persona da sostenere?

Perché cambia la natura del gesto. Una donazione verso una causa generica è astratta; una donazione verso una persona con un nome e un percorso è concreta, e chi sostiene capisce esattamente cosa sta rendendo possibile. Il QR porta quel legame dentro il sistema fin dal primo contatto.

Le donazioni si incassano automaticamente?

No, si registrano a mano ed è una scelta deliberata. Il flusso reale dell’organizzazione prevede che il denaro arrivi per canali diversi: costruire un incasso automatico avrebbe prodotto un sistema più elegante ma scollegato da come le persone lavorano davvero.

Che dati vengono conservati sulle persone sostenute?

Soltanto il minimo necessario a gestire il sostegno. È un vincolo deciso all’inizio del progetto e incorporato nel modello dati, non una policy scritta a parte: il sistema non prevede proprio i campi che non servono.

Perché appoggiarsi a un CRM esterno invece di gestire tutto internamente?

Perché l’organizzazione un CRM ce l’aveva già e lo usava per comunicare. Duplicarne le funzioni avrebbe significato due archivi di contatti da tenere allineati. La piattaforma governa il dato e il percorso, il CRM continua a fare quello che fa bene, cioè mandare i messaggi.

Serve anche fuori dal non profit?

Sì. Lo schema (un evento che genera contatti, una sequenza che li coltiva, un obiettivo concreto verso cui convergono) è lo stesso di chi fa formazione, associazioni di categoria o community professionali. Cambia il nome di ciò che si sostiene, non la macchina.

Organizzi eventi che funzionano ma i contatti si perdono?

Parliamone
Si parte dalla mappa del percorso, non dal software