Registrare un marchio non è possederlo.
Il mercato della registrazione marchi è diviso in due mondi che non si parlano. Da una parte i portali a basso prezzo, che vendono il deposito come una pratica automatica. Dall'altra gli studi legali, che comunicano con un linguaggio fatto di bilance, colonne e latino, e che tiene a distanza proprio l'imprenditore che dovrebbe rassicurare.
In mezzo resta scoperta la cosa che conta davvero: un certificato non è possesso. Un marchio depositato male, nelle classi sbagliate o senza sorveglianza, è carta. Il cliente aveva bisogno di un posizionamento capace di dire questo senza scivolare in nessuno dei due cliché.